Sono mutevole come il tempo, leggera come l’aria, forte come una roccia, profonda come il mare.

Sogno ancora ad occhi aperti, mi stupisco e mi tuffo spesso nei miei fantastici pensieri!

Mi attrae il bello, il vero, il giusto...e i sogni.
Il bello in tutte le sue espressioni,
lo sguardo di un bambino come il muso di un bulldog.
Il vero perché
mi pongo senza veli
il giusto perché
rigetto qualsiasi forma di abuso e sopraffazione
i sogni perché
"La nostra morte è più lieve quando non uccidiamo i nostri sogni."


  • Anime Intrecciate

    Silloge poetica
    pubblicazione dicembre 2014

  • Un'altra Luce

    Silloge poetica
    pubblicazione febbraio 2017

Perchè prospettive all’orizzonte?

È un pensiero ricorrente, sono le parole di  un amico che non c’è più.  Nel descrivermi dava un significato a quei fermenti di vita vissuti inconsapevolmente.

"Fa delle diverse  velocità del tempo che tu sola noti la tua colonna portante e poggiaci la femminilità latente, prospettica e sull'orizzonte, sì sull'orizzonte perché per te la femminilità è ancora all'orizzonte."

Un'altra luce

Anime Intrecciate

Raccontarsi, svelarsi, rivelarsi.

Non è sempre facile ma se a vent’anni, più che improbabile, sarebbe stato  assolutamente impossibile, l’età mi ha regalato il piacere di piacermi  e ciò che del mio vissuto mi sembrava qualcosa d’insignificante, alla luce di tanti nuovi inizi tutto è diventato prezioso e indispensabile ai fini di una  lettura quanto più realistica  di chi sono.

Dividerei la mia vita in tre periodi importanti, il terzo, è quello che sto vivendo e non ci sarebbe se non ci fossero stati i   primi due che potrei definire l’Età dell’Incoscienza, e l’Età della Coscienza conformata.

Durante l’Età dell’Incoscienza ho vissuto  come in una specie di limbo, insaputa  a me stessa, tutta tesa a formarmi e consolidare un’immagine da proiettare nel mio futuro.

Insegnante per caso o per vocazione?

A distanza di tempo direi che non avrei potuto fare altro  e meglio.

La professione Ha assorbito la parte centrale della mia vita e tutte le mie energie, insieme alla famiglia e i figli. Ho speso molti anni in una specie  di “esercizio esistenziale” come un bravo soldatino in  fase di addestramento privandomi della bellezza delle piccole gioie considerate  come  qualcosa di scontato,  di dovuto per tutto quell’affanno che mi autoinfliggevo.

Mi sono percepita diversa, quando smessi i panni del lavoro piacevolmente obbligato ho scoperto  un’altra dimensione di me, quella accantonata, sommersa, latente che è venuta alla luce sorprendendo prima di tutto me stessa.

 “Ho scoperto la poesia o la poesia ha scoperto me? E’ stato un impulso improvviso. Era un giorno di novembre quando davanti alla finestra, mentre osservavo la notte che stava scendendo, un vento improvviso, scuotendo le poche foglie di alberi ormai scheletrici, colpì la mia immaginazione e fluirono i primi versi in perfetta sintonia  con lo  stato d’animo del momento, triste e malinconico. Quei versi costituirono il mio primo approccio con la poesia che diventò un’urgenza per esprimere emozioni e immagini interiorizzate  di una realtà disturbante.”

Dopo è stato tutto un viaggiare, dentro e fuori, senza mete, itinerari, con un unico obiettivo: vivere il mio tempo attraverso la parola.