Loretta Fusco è nata a Basilea ma vive a Pradamano (Ud) da quasi 40 anni.

Già docente presso un Istituto Professionale di Udine è sempre stata attratta dalla scrittura ma alla poesia è arrivata per caso come testimonia lei stessa:

 

“Ho scoperto la poesia o la poesia ha scoperto me? E’ stato un impulso improvviso. Era un giorno di novembre quando davanti alla finestra, mentre osservavo la notte che stava scendendo, un vento improvviso, scuotendo le poche foglie di alberi ormai scheletrici, colpì la mia immaginazione e fluirono i primi versi in perfetta sintonia  con lo  stato d’animo del momento, triste e malinconico. Quei versi costituirono il mio primo approccio con la poesia che diventò un’urgenza per esprimere emozioni e immagini interiorizzate  di una realtà disturbante.”

 

Molto attiva su Internet, l’apertura di diversi blog di carattere letterario, la collaborazione con alcune riviste,  oltre che l’appartenenza a più gruppi culturali online, le hanno permesso di farsi conoscere e apprezzare, tanto da riuscire  ad esprimere quella parte nascosta, sconosciuta persino a lei  stessa che è emersa  passando dal mondo delle emozioni all’esercizio della scrittura, cercando di cogliere gli spunti in quel vastissimo campo artistico-letterario che l’ha sempre affascinata.

Nel dicembre 2014 ha pubblicato con la Casa Editrice: ”L’Orto della Cultura” la silloge poetica Anime Intrecciate

È giunta quarta al Concorso letterario La pelle non dimentica organizzato dalla Casa Editrice “Le Mezzelane”.

Ha collaborato alla preziosa raccolta di liriche su Marilyn Monroe Umana, troppo umana edita da Aragno nel dicembre 2016.

Nel febbraio 2017 ha pubblicato con la Casa Editrice: ”L’Orto della Cultura” la silloge poetica, Un’altra luce.

Nel maggio 2017 ha ottenuto il 1° premio in poesia in lingua edita - Premio Nazionale Novella Torregiani a Porto Recanati.

Nel maggio 2018 ha ottenuto il 1° premio nella sezione “racconti” - Premio Nazionale Novella Torregiani a Porto Recanati.

Ha ricevuto diverse menzioni in numerosi Premi letterari di poesia.

Con la Casa Editrice “ l’Orto della Cultura” nel maggio 2018 ha pubblicato il suo primo romanzo Teresa e Blanca.

A settembre 2018, con il romanzo Teresa e Blanca,  ha vinto il Premio speciale della Giuria “Premio Nazionale Kafka” 2018. 

Con la Casa Editrice “ l’Orto della Cultura” nel marzo 2019 ha pubblicato la raccolta di poesie "L'Altrove Atteso".

Recentemente è stata inserita nell’Antologia Poesia (urgente) per Giulio Regeni, Rayuela Edizioni e nell’antologia Racconti friulani - giuliani, Historica edizioni.

Nel maggio 2019  ha ottenuto il 2° posto nella sezione Poesia al "Premio Argentario" di Porto Ercole.

 

Raccontarsi, svelarsi, rivelarsi.

Non è sempre facile ma se a vent’anni, più che improbabile, sarebbe stato  assolutamente impossibile, l’età mi ha regalato il piacere di piacermi  e ciò che del mio vissuto mi sembrava qualcosa d’insignificante, alla luce di tanti nuovi inizi tutto è diventato prezioso e indispensabile ai fini di una  lettura quanto più realistica  di chi sono.

Dividerei la mia vita in tre periodi importanti, il terzo, è quello che sto vivendo e non ci sarebbe se non ci fossero stati i   primi due che potrei definire l’Età dell’Incoscienza, e l’Età della Coscienza conformata.

Durante l’Età dell’Incoscienza ho vissuto  come in una specie di limbo, sconosciuta  a me stessa, tutta tesa a formarmi e consolidare un’immagine da proiettare nel mio futuro.

Insegnante per caso o per vocazione?

A distanza di tempo direi che non avrei potuto fare altro  e meglio.

La professione ha assorbito la parte centrale della mia vita e tutte le mie energie, insieme alla famiglia e ai figli. Ho speso molti anni in una specie  di “esercizio esistenziale” come un bravo soldatino in  fase di addestramento privandomi della bellezza delle piccole gioie considerate  come  qualcosa di scontato,  di dovuto per tutto quell’affanno che mi autoinfliggevo.

Mi sono percepita diversa, quando smessi i panni del lavoro piacevolmente obbligato ho scoperto  un’altra dimensione di me, quella accantonata, sommersa, latente che è venuta alla luce sorprendendo prima di tutto me stessa.

Dopo è stato tutto un viaggiare, dentro e fuori, senza mete, itinerari, con un unico obiettivo: vivere il mio tempo attraverso la parola.