Notte Indimenticabile

Nevicava già da alcune ore e io e mia sorella, incollate alla finestra, guardavamo il fine volteggiare con aria corrucciata. E dire che l’avevamo attesa, alcuni giorni prima una spruzzata veloce ci aveva illuse, ma finì lì.
Il giorno di San Silvestro, a poche ore dalla notte che ci avrebbe traghettato nel nuovo anno, una forte nevicata stava mandando in frantumi il sogno tanto atteso.
Eravamo riuscite a strappare il consenso della prima serata fuori casa e già pregustavamo il ballo, l’arrivo della mezzanotte e spingendoci più il là il ritorno a casa all’alba, ma la neve aveva ormai già coperto il selciato e scendeva copiosa. Il patto era che ci accompagnasse mio padre e scrutavamo il suo volto nel timore che da un momento all’altro ci dicesse che non se ne faceva niente visto come si stavano mettendo le cose.
Al lago, dove eravamo dirette, si ballava con musica dal vivo ed erano giorni che eravamo elettrizzate all’idea della nostra prima uscita serale.
Avevamo svuotato tutto l’armadio alla ricerca dell’abito giusto, l’accessorio, le scarpe. Alla fine avevamo scelto due vestitini leggeri che mettevano in risalto le nostre forme ancora acerbe e li avevamo accostati alle scarpette di vernice nera che ci sembravano ideali per quella occasione.
I due abiti di chiffon, il mio color albicocca, l’altro ciclamino, giacevano informi sul letto, pronti per essere indossati, e sembrava che pure loro soffrissero di quella estenuante attesa.
Alla fine mio padre disse di prepararci. La macchina aveva le gomme antineve e in fondo il posto non era molto lontano anche se per arrivarci avremmo dovuto affrontare curve e salite.
Dopo il sì, fu tutto un entrare e uscire dal bagno, infilare i vestiti, guardarci allo specchio, stendere ombretto e rossetto...un filo di cipria. Nel pettinarci, azzardammo chignon in alto, in basso inserimmo forcine da tutte le parti ma alla fine preferimmo che i capelli seguissero la loro onda naturale e dopo aver messo scarpe, cappotto e sciarpa uscimmo per la grande avventura.
Già scendere le scale fu un problema. Le calzature non erano certo le più adatte ad affrontare i gradini scivolosi ma niente poteva fermarci.
Continuava a nevicare e mio padre tutto concentrato alla guida andava pianissimo evitando di frenare bruscamente. Sulla strada pianeggiante la macchina procedeva sui solchi di chi ci aveva preceduto ed eravamo incantate a vedere il mulinello di neve che si accumulava sui vetri restringendo la visuale. Ad un tratto, dopo una curva impegnativa, a mio padre sfuggì il controllo del volante e la macchina cominciò a slittare. Sembrava danzasse, spostandosi ora a destra ora a sinistra finché uscì dalla carreggiata ed affondò di fianco in una lieve scarpata, bloccandosi di colpo. Eravamo in prossimità del paese ed i lampioni emanavano una luce fioca che ci permetteva di vedere appena.
«Papà tutto bene?» Dicemmo aspettando, prima di preoccuparci o meno, la sua reazione. Che non arrivò ma intanto era uscito dalla macchina, anche lui con scarpe inadatte e mentre affondava nella neve lo vedevamo sbracciarsi per fermare una delle macchine in transito. Non passò molto ma da un’auto stipata all’inverosimile uscirono quattro giovanotti che l’aiutarono a mettere le catene da neve e a spingere la macchina verso la strada. La scena che ci vide uscire dall’abitacolo in cappottino e scarpette nere fu di quelle che non si dimenticano. Infreddolite, ridicolmente fuori luogo, per non appesantire il mezzo ci stavamo inerpicando sul lieve pendio.
La tentazione era di tornare a casa, metterci in pigiama e ciabatte e imprecare contro la malasorte ma i ragazzi, pure loro bagnati e intirizziti, scrollandosi la neve di dosso con le mani arrossate, ci stavano guardando e ridevano mentre ci aiutavano a salire. Sentivamo la neve penetrare in ogni dove mentre soffici batuffoli continuavano a scendere in una luce irreale.
Scaldandoci le mani con il fiato della bocca, sentivamo allentare la tensione e una volta in macchina era già tornato il sorriso.
Avevamo rischiato l’assideramento ma ci aspettava una notte con i fiocchi.